Non sono poche le donne che in Italia scelgono questa metodica.

Per sicurezza, è sempre meglio affidarsi a un’ostetrica preparata sulle manovre rianimatorie

Parto in casa, sì o no? Una volta questo evento non faceva minimamente notizia, ma anzi era la normalità: fino agli anni ’50 esisteva la figura della “levatrice”, cioè l’ostetrica che, quando era il momento, andava nelle case delle donne per aiutarle a dare alla luce il loro bambino. Progressivamente ci si è rivolte sempre più spesso agli ospedali, anche se oggi non sono poche le donne che scelgono di partorire al proprio domicilio con un’ostetrica tutta per loro. Ma è sempre possibile farlo? Ed è sicuro? I pareri sono discordanti: c’è chi lo difende a spada tratta e chi invece lo ritiene assolutamente pericoloso.

Il parto in casa è una pratica molto diffusa in alcuni Paesi, come la Gran Bretagna, l’Olanda, l’Australia, dove le ostetriche vengono preparate ad hoc per affrontare questa esperienza e aiutare al meglio la gestante. Sì perché se è vero che partorire è la cosa più naturale del mondo (si fa dalla notte dei tempi e tutte sanno farlo), è anche vero che una percentuale di rischio può esserci sempre.

La decisione di partorire a casa propria è dettata principalmente dall’intimità che si respira nell’ambiente dove si vive. C’è sicuramente più partecipazione da parte del partner e degli altri familiari, che possono stare con la donna in qualunque momento, il parto è meno medicalizzato, le attenzioni dell’ostetrica sono tutte concentrate sulla mamma e non devono essere divise con altre partorienti.

La condizione fondamentale per poter pensare ad un parto in casa è che la gravidanza sia assolutamente fisiologica e senza alcun fattore di rischio (ad esempio, gestosi o diabete gestazionale). Inoltre, è opportuno che la propria abitazione non sia troppo distante da un ospedale opportunamente attrezzato per le emergenze. Infine, la donna deve essere informata sugli eventuali rischi.

Se queste condizioni sono rispettate, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il parto in casa non presenta pericoli maggiori di quello ospedaliero. È però necessario che tutto avvenga nella massima sicurezza con un’adeguata assistenza prima, durante e subito dopo il parto. In varie città italiane ci sono gruppi di medici e ostetriche che si sono specializzati proprio nei parti a domicilio.

Quali sono i pro del parto in casa?

– Nel proprio ambiente domestico ci si sente più sicure e rilassate.
– Il medico e l’ostetrica presenti al parto sono gli stessi che hanno seguito la gravidanza (questo non sempre avviene in ospedale): la reciproca conoscenza garantisce maggiore sicurezza e familiarità.
– Ci sono meno controlli medici (ad esempio le visite interne): in ospedale sono più frequenti durante il travaglio.
– La partoriente può decidere chi vuole vicino a sé durante travaglio e parto.
– La donna è più libera di girare per casa, assumere le posizioni che vuole e partorire come preferisce. Certo, è vero che ultimamente questo è garantito anche negli ospedali, ma nel proprio ambiente la cosa assume un sapore molto diverso.

Quali invece gli aspetti negativi?

– Chi non ha avuto una gravidanza serena, ma con delle complicanze, è meglio che eviti il parto in casa.
– Esiste sempre la possibilità di imprevisti per mamma e bambino che comportano la necessità immediata di andare in ospedale. In ogni caso, è sempre bene preallertare una Unità di terapia intensiva neonatale al momento del parto.
– L’abitazione non deve essere troppo distante dall’ospedale per consentire un trasferimento urgente: questo requisito è indispensabile.
– L’ostetrica o il ginecologo devono essere preparati ad effettuare eventuali manovre rianimatorie sul neonato.
– Tutti i costi sono a carico della coppia o quasi: in Italia, solo in alcune Asl una parte viene rimborsata.

La scelta del parto in casa deve essere fatta con un certo anticipo per organizzarsi al meglio. La prima cosa da fare è trovare l’ostetrica che sia disponibile a seguire il parto ed eventualmente il ginecologo e, se lo si ritiene opportuno, anche il pediatra che possa visitare il bambino appena nato.
Una stanza della casa va allestita come una specie di sala parto. Deve essere ben illuminata e riscaldata (se il parto è in inverno) oppure ventilata (in estate).

Da preparare ci sono un telo plastificato, una bilancia e una vaschetta per pesare e lavare il neonato, e tutti gli accessori (ad esempio, le garze o una lampada orientabile) che chiederà l’ostetrica, che penserà al resto degli strumenti (cardiotocografo incluso).

Importantissimo: l’auto deve essere sempre pronta. Pieno fatto e un sedile ribaltato. Non si può mai sapere…