I più diffusi sono nausea, bruciore di stomaco e stitichezza

Nella maggior parte dei casi è possibile intervenire in modo naturale senza ricorrere a farmaci

I disturbi digestivi sono uno dei fastidi più comuni durante la gravidanza. Spesso si presentano proprio all’inizio della gestazione e sono destinati a durare per tutte le 40 settimane. Altre volte invece fanno la loro comparsa proprio alla fine, quando ormai si pensava di averla “fatta franca”. I più diffusi? Sono nausea (con o senza vomito), bruciore di stomaco e stitichezza. Vediamo perché compaiono e come contrastarli in modo naturale.

Nausea. In genere è il primo dei disturbi digestivi della gravidanza a comparire, talvolta è il segnale che fa pensare di essere incinta. Responsabile della nausea è l’ormone beta-HCG, quello che è presente sia nel sangue che nelle urine e che fa diventare positivo il test.

Solitamente la nausea è persistente per i primi tre mesi (con un picco intorno alla 11esima-12esima settimana) per poi diminuire, anche se ci sono donne che se la portano fino al parto. Non sempre la nausea è accompagnata dal vomito, per quanto sia un fenomeno piuttosto diffuso in gravidanza, in particolare nel primo trimestre. Nausea e vomito non fanno male al feto, ma se gli episodi sono molti nell’arco della giornata potrebbe essere necessario recarsi in ospedale per farsi reidratare.

Come combattere la nausea. La prima buona regola è quella di non rimanere troppo a lungo a stomaco vuoto. Fare pasti piccoli e frequenti può essere un valido aiuto. Cibi secchi come pane, fette biscottate e cracker, oppure la frutta secca possono dare un certo sollievo, mentre altri peggiorano la situazione: è il caso ad esempio degli alimenti grassi, come le fritture o i formaggi molto stagionati.

Ogni donna poi sperimenta personalissimi rimedi per cercare di alleviare il senso di nausea: menta, zenzero, caramelle alla frutta, bevande gassate a piccoli sorsi (attenzione però a non eccedere: sono vere “bombe caloriche”). Alcune hanno benefici dai braccialetti contro il mal d’auto. Prima di assumere farmaci è sempre necessario chiedere un parere al proprio ginecologo. Per quanto riguarda gli integratori, quelli a base di magnesio possono essere efficaci. Se inoltre è presente il potassio è ancora meglio, soprattutto in caso di episodi ripetuti di vomito.

Bruciore di stomaco. Tra i disturbi digestivi della gravidanza c’è anche la pirosi gastrica, cioè il bruciore allo stomaco, che spesso si irradia anche al petto e alla gola. È provocato dalla risalita di acido dallo stomaco (reflusso gastroesofageo) e la colpa, anche in questo caso, è degli ormoni. Il progesterone prodotto durante la gravidanza rilassa la muscolatura, che diventa più liscia, compresa quella del cardias, la valvola che sta tra stomaco ed esofago: se si rilassa tende ad aprirsi ed ecco quindi spiegato perché il contenuto dello stomaco risale con facilità.

Verso la fine della gestazione, il bruciore è causato anche dal bambino che, diventato ormai grande, preme sull’apparato digerente, provocando vari disturbi digestivi. Spesso, inoltre, la pirosi gastrica si accompagna alla difficoltà di digerire e a una sensazione di sazietà anche dopo aver mangiato solo qualche boccone.

Come combattere il bruciore di stomaco. Mangiare poco e spesso è una strategia vincente anche per questo disturbo. Va però evitato tutto ciò che può irritare ulteriormente la mucosa gastrica: alcolici, bevande gassate, cibi speziati e piccanti, fumo di sigaretta, cioccolato, menta, agrumi. Un buon consiglio è quello di non mettersi sdraiate subito dopo aver finito di mangiare e dormire leggermente sollevate, magari tenendo due cuscini dietro la schiena. Per i farmaci bisogna comunque rivolgersi al proprio medico.

Stitichezza. Tra i vari disturbi digestivi la stipsi è senza dubbio uno dei più fastidiosi. E anche qua la colpa è del progesterone. Tra i suoi compiti ha pure quello di controllare le contrazioni uterine (ed è un bene), ma questa funzione viene esercitata anche sulla peristalsi intestinale, cioè la contrazione dell’intestino necessaria per evacuare. Inoltre, anche il peso del pancione può interferire sulle normali funzioni intestinali.

Una delle conseguenze spiacevoli della stipsi possono essere le emorroidi, che compaiono a causa dello sforzo. Possono essere dolorose, a volte sanguinare. Per prevenirle o combatterle qualora siano già comparse, bisogna intervenire sul microcircolo, rinforzando vene e capillari, una funzione che l’escina è in grado di compiere in maniera efficacissima.

Come combattere la stitichezza. Fondamentale è bere molta acqua, almeno due litri al giorno, per ammorbidire le feci e favorire il loro passaggio. Anche l’alimentazione gioca un ruolo importantissimo: sì alle fibre di cui sono ricche frutta e verdura, ma anche i cereali integrali. Se si è tendenzialmente stitiche, da evitare sono i cibi astringenti (come le patate e le carote).

Un integratore a base di prodotti naturali può sicuramente essere utilissimo. La gomma di guar e la fibra di psyllium da tempo hanno dimostrato la loro efficacia in caso di stitichezza. A questi componenti sono stati aggiunti il succo di prugna atomizzato, fibre derivanti dalla buccia di mela (che hanno capacità antiossidanti) e un estratto di melissa (che invece ha proprietà spasmolitiche).